Le vaccinazioni in medicina cinese

Risultati immagini per traditional chinese medicine smallpoxIl primo resoconto di una vaccinazione nella storia della medicina viene proprio dalla Cina dell’XI secolo, quando un medico vaccinò il figlio di un statista cinese contro il vaiolo. In quel periodo il metodo di vaccinazione consisteva nel soffiare scaglie di pustole seccate all’interno del naso o nello strofinarle su una piccola ferita. Da questo punto di vista non si può certo dire che la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) sia aprioristicamente contraria alle vaccinazioni. 

Un punto fermo di consenso tra molti dei suoi praticanti è che oggi un ruolo importante che potrebbe essere ricoperto dalla MTC è quello legato alla sua capacità di aiutare il corpo ad affrontare le vaccinazioni e le reazioni che possono produrre, allo stesso modo con cui è grado di aiutare l’organismo a far fronte alle xieqi, le “cause esterne” di malattia. E, in prima istanza, stiamo parlando delle reazioni più comuni e moderate come eruzioni cutanee, mal di testa, febbre, astenia, gonfiore e dolore nella sede della eventuale iniezione.

La MTC segue gli stessi principi per le reazioni di vaccinazione come per qualsiasi altra malattia, e il trattamento si effettua in base alla valutazione energetica delle condizioni del soggetto prima della vaccinazione, o di quelle legate alle eventuali reazioni.

Dal punto di vista generale, è convinzione abbastanza diffusa in MTC quella della opportunità di vaccinare dopo i 6 mesi, dopo cioè avere ricevuto nutrienti e anticorpi dalla madre con l’allattamento.

Dal punto di vista della MTC le vaccinazioni vengono considerate come xieqi, seppure attenuate. Il grande medico del XVIII secolo Xu Da Cun, autore di “Tradizioni dimenticate dell’Antica Medicina Cinese” sosteneva che la weiqi (energia di difesa) è in grado di fronteggiare al meglio una xieqi alla volta, per cui se si somministrano diversi vaccini contemporaneamente la weiqi sarà probabilmente costretta a un lavoro molto complesso, che a volte può avere come esito il superamento delle sue capacità e la penetrazione nello strato della yingqi (energia nutriviva) o del sangue, potendovi risiedere in incubazione a lungo. Questo fenomeno sarà naturalmente favorito dalla inoculazione del vaccino direttamente nello strato del sangue.

Per esempio, il vaccino contro la pertosse è considerato come una xieqi molto calda e secca, che entra nel canale del fegato. Se l’organismo è forte, e dato che weiqi e sangue non sono relegate in compartimenti stagni, matura la sua possibilità di rispondere a questo tipo di xieqi e sarà più difficile, in futuro, sviluppare una “fuga dello yang del fegato” o di una “agitazione del vento del fegato”. Se un organismo è in una condizione di squilibrio con lo yin del fegato debole, potrà invece più facilmente sviluppare reazioni secondarie alla vaccinazione contro la pertosse.

In conclusione, nel pensiero cinese tradizionale legato alla medicina, non ci sono cose sbagliate di per sé, ma tutto deve essere contestualizzato e considerato di volta in volta.

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